LA PUGLIA DELL’UVA E DEL VINO

SAN SEVERO E LE SUE ANIME

…il cammino verso le grandi distese di vigne sulle ondulazioni della terra,
che scendono verso il cuore di questa zona magnifica.

San Severo

Poi San Severo, ecco, con le sue due anime… una è quella monumentale, religiosa, con il monastero delle benedettine, avvolto da un qualche soffio di antica, mistica dolcezza, e il palazzo dei celestini, l’episcopio, la chiesetta della pietà, grondante di ornati elegantissimi, i suoi viali che sfociano nella raggiera di strade dirette verso tutti i punti cardinali.

 

La seconda è quella enoica. man mano che ci si allontana dal centro, si infittiscono le cantine; per certe strade l’aroma del vino si innalza ininterrottamente, uscendo da arcate buie e finestroni chiusi da inferriate; anche le mescite, ogni tanto, accompagnano il cammino verso le grandi distese di vigne sulle ondulazioni della terra, che scendono verso il cuore di questa zona magnifica.

Andremo a bere il bianco di San Severo, naturalmente, nelle cantine natìe – chi lo ha paragonato, una volta, al giglio? – Con la sua gente, e col bianco e il rosato, stretto parente, anche il rosso, poiché quando si fanno assaggi bisogna cercare di saper tutto.

 

L’aroma ti insegue per colline e cantine, sempre limpido, libero. ti daranno insieme qualche pezzetto di pane – la ruota del pane casareccio di puglia – magari qualche scheggia di pecorino ancora fresco, col suo gusto quasi acidulo, e l’umidore che lo ammorbidisce.

 

(“La Puglia dell’uva e del vino” – V. Buonassisi, B. Del Monaco, C. Liuni – Bari 1983).
PALAZZO DEI CELESTINI E CHIESA DELLA S.S. TRINITA'

L’ex complesso monastico, edificato verso l’anno 1350, comprende l’attuale Palazzo di Città e la chiesa della SS. Trinità. Dagli stemmi dei Celestini, presenti in varie parti dell’ex convento e della chiesa, si passa al Gonfalone di rappresentanza presente nel Palazzo di Città.

 

L’intero complesso fu distrutto dal sisma del 1627 e venne ricostruito dall’abate Giuseppe Maria Turco, le cui spoglie sono conservate nel monumento funebre presente nella chiesa sotto il settecentesco organo.

 

La chiesa della SS. Trinità ha ritrovato il suo antico splendore, a seguito del recente restauro, inserendosi tra le centralità del patrimonio culturale della città.

L'EPISCOPIO - CATTEDRALE DI S.MARIA ASSUNTA

Di origini tardo-medievali e terza parrocchia cittadina, conserva, accanto a limitate vestigia medievali, notevoli tele settecentesche, importanti opere dei pittori napoletani Alessio D’Elia, Santolo Cirillo e Giovanni Maria Mollo, e prestigiosi marmi barocchi napoletani, come la grande balaustrata, realizzata da Gennaro De Martino nel 1755-56, e l’altare maggiore, progettato da Lorenzo Mosca e realizzato da due coppie di marmorari (Greco e Palmieri, Troccoli e Tipaldi) tra il 1750 e il 1754.

 

L’attuale facciata, di incerto gusto eclettico, è opera del 1872, mentre l’imponente campanile, restaurato nel 2006, è settecentesco.

CHIESA DI S. MARIA DELLA PIETA' O DEI MORTI

La chiesa di santa Maria della Pietà, monumento nazionale, è un piccolo ma importante luogo di culto cattolico di San Severo. È detta anche dei Morti (ossia delle anime purganti), in quanto affidata nel 1707 all’omonima congregazione laicale, la più antica tra le congreghe attualmente attive, chiamata pure dei Nobili (oggi Arciconfraternita dell’Orazione e Morte di N.S.G.C), fondata nel 1580 e canonicamente eretta nel 1693 (ha ottenuto il regio assenso nel 1758).

 

È uno dei massimi monumenti barocchi della regione. Fu eretta nelle forme attuali nel primo Settecento.

Andremo a bere il bianco di San Severo, naturalmente, nelle cantine natìe
– chi lo ha paragonato, una volta, al giglio?